martedì, gennaio 09, 2007

Il miglior post

Che abbia mai scritto quest'anno è quello che sto scrivendo in questo momento... Vero? Sicuramente ci sarenno dei detrattori che tenderanno a sminuire l'evento, invidiosi loschi individui biforcuti e nullafacenti peraltro. Ma io non li considero neanche di striscio 'sti qui... Ci mancherebbe e continuo impunemente nel mio dileggio dileggiante e non deleterio. Alla fine mi rileggerò anche e magari mi farò i complimenti. O mi denigrerò se non avrò meglio da fare... Forse sarebbe meglio lasciar perdere del tutto e impegnarsi la testa, magari riempiendola con un po' di segatura visto che tutta questa corrente inizia a darmi fastidio. Oppure rileggendo o leggendo qualcosa ex novo. E' divertente per esempio far scorrere quelle pagine di quel libro lì, si quel... c'è lo ho sulla punta della lingua e il sapore della carta inumidita mi ci piace fino ad un certo punto... insomma proprio quello, "Vite bruciacchiate" che si potrebbe definire come un'insieme di appunti sparsi su e di Elio e le Storie Tese. Interventi ora di qualche pagina ora di qualche altra degli Elii stessi e/o di persone che hanno avuto a che fare con loro, dalle roadie (o simili) ai tecnici (emammamiacheteNNici) piuttosto che altri che ora non mi sovvengono alla digitatura tasti. E così si scoprono retroscena curiosi, piccoli eventi e legami inaspettati tra un brano e l'altro o un disco e l'altro e così via... Si legge piacevole e si scorre curiosi, saltando allegramente da un intervento all'altro o consecutivamente. Lo si può usare anche come ferma carte. O come punto base per riascoltare in una nuova versine alcuni loro brani... O leggerlo e basta mentre mi ascolto uno dei dischi che o scoperto prio verso la fine dell'anno e che mi piaque tanto da riascoltarlo poi spesso quel "Bass, bass, bass, bass, bass & bass" de "L'Orchestre de Contrebasses" che mi fa tanto curioso nella sua strumentalità e qualche strano tango. O rimanendo sullo strumentale quel cappellaio matto di Buckethead, che riesce a tirare fuori strani suoni dal suo cappello magico e strani ritmi con strane distorsioni alle chitarre... certo il suo cappello non sarà come quello di Arthur Brown, che rischiò veramente di bruciarsi con la sua corona infuocata. Ma forse lui era matto davero, ma forse non me ne frega neanche tanto, ma sicuramente quandoo dopo anni mesi giorni minuti e secondi ho riascoltato quella sua Fire di certo ho fatto i salti di gioia... l'incipit partì subito il coretto per poi esser contento nell'ascolto e nel riascolto... UNo di quei brani che no sono il migliore dell'anno peché troppo vecchi e neanche tra le nuove scoperte, ma comunque si trova il video anche su youtube e magari me lo vado a rivedere... Sicuramente dopo essermi fatto i complimenti per il mio miglior post dell'anno.

1 commento:

Q ha detto...

....per favore....torna a parlare di topa......