venerdì, febbraio 23, 2007

Un Biglietto

per l'inferno grassie. Vado e forse non torno. Credo che quel vecchietto del Dante Alighieri avesse detto proprio così al bigliettaio prima andare a fare quel suo viaggetto. Poi come si sa tornerà pure, con tanto di guida e tragetto della ditta "Caronte e fratelli". Si insomma, voleva farsi un bel viaggetto, con tanti passaggi pure a scrocco. Con tanto di Virgilio/guida turistica a scroco. Si era scordato la macchina digitale a casa, altrimenti ci avrebbe fatto pure delle belle fotine poi da ritoccare con Photoshop e mettere da qualche parte o da far vedere agli amici una sera d'inverno davanti al caminetto. Però da bravo blogger ha tenuto il suo diarietto quotidiano pubblicando vari post, che un po' altezzosamente ha voluto chiamare canti. Si, ok le rime, ma forse se lo avessi scritto in prosa, non credi che noialtri si sarebe letto un pochino meglio? Non credi? E due immaginette a scrocco dalla rete le potevi anco trova'... Insomma, ti fossi sforzato un poco... Ma così ha fatto e non si può piangere sul latte versato, sopratutto su quello versato da altri. Se lo si vuol leggere si vada all'Inferno e nei paraggi, altrimenti fatti suoi. Personalmente al momento non mi rimane che ascoltare un popo di musica, visto che di rileggermelo al momento non mi passa per la capeza... Avrei pure un bel libretto ancora semi intonso di racconti di Camilleri, protagonista quel Montalbano che molti conoscono sopratutto in virtù della serie televisiva ad esso ispirata... Insomma è lì che mi guarda con sguardo triste e supplichevole. Ho provato ad aprirlo, sfogliarlo incuriosito... Chissà quali misteri conterrà mai? Racconti (ma dai?), alcuni brevi altri lunghi, alcuni indedti altri meno. Ma sopratutto scritti con dialoghi ed inflessioni in siculo. Si sono siculo di quello che ho sclitto. Ploplio siculo. Qualche pagina la ho pure letta per il momento... che eroe che sono. Purtroppo questa inflessione mi rallenta molto la lettura, mi disinvoglia... Il rischio è un effetto "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana" di Gadda... Pure lui scritto in forma "dialettale" tanto che non riuscii a portarlo a termine dalla difficoltà che avevo in lettura. Attualmente lo rileggerei volentieri, assieme a questi racconti, ma accanto ad un dizionario, magari anche qualche altro libro, e pure la rete, in maniera da poter soddisfare le curiosità linguistiche che sorgerebbero ogni due per tre... Capire l'uso particolare di un verbo, come mai quest'altro termine si è sviluppato così? e quest'altro come mai pare avere altro significato in italinao? Sarebbero una buona fucina per sviluppare curiosità varie e cercare di tacerle anche. Ora però mi taccio anche io che ancora ho da prepararmi per domani... Dova vado credo che si sappia... al limite basta riguardarsi uno dei tanti post preecedenti per capirlo...

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