giovedì, novembre 09, 2006

Sembrava un calesse

e invece era un tir e di quelli grossi.

Ancora un po' e in quel magazzino dovrebbero provvedere ad arredare una stanza con delle brande. Sarebbe quasi bello... Oddio... Quantomeno comodo... Ci son tante persone che vi passano 14 ore al giorno, tra lavorato e pausa. Cosa converrebbe tornare a casa? Magari pure dall'altra parte della città, impiegando tanto tempo del poco a disposizione. Ecco allora proporsi delle brande, apribili all'occasione. L'estate scorsa vi fu un periodo di stanchezza generale, tutti in pausa pranzo avevano sonno. E il poco verde a disposizione affianco all'ansa del fiume venne sfruttato ampiamente. Si creò una specie di campo nomadi, con financo fianco 16 persone sdraiate a dormicchiare. Tutte doverosamente vestite uguali, ma molte col colore della pelle diverse. Provenienti da mezzo mondo, o anche da 4/5. Sudamerica in primis, Perù, Equador, Chile, Argentina, Venezuela... Est Europa: Romania, Albania, e così via fino al Bangladesh, Senegal, Marocco, Philippine, Cina... Alle volte si creano guazzabugli linguistici: alla domanda "cosa vuol dire baclà (penso si possa trascrivere così)?" ti senti rispondere: "Maricòn". Pescara assume significati non tanto ambigui ma chiari in altro senso. Per intimare qualcuno di farti spazio si dice "belék" e sei sicuro che ti capiscono, quasi meglio che in italiano. Altre volte trovi una romena che da lezioni di italiano ad una marocchina. Oppure un peruano che discorre in francese con un senegalese per migliorare la lingua. Una sorta di babele e qualche pidgin che potrebbe nascere e ne sarei felicissimo, passando poi magari ad un creolo completamente locale. Di italiani poi, diversi meridionali, Napoli, ma anche Sicilia, e qualche cos'altro di non meglio definito. Certo di Milano c'è ben poco. Meglio così forse. Ma nulla da recriminare. Oltre alle brande allora si potrebbe aggiungere qualcosa per lo svago, tipo un maxischermo gigante che temo sarebbe occupato subito per le partite di calcio. Ma magari lo si potrebbe sfruttare anche per dei bei film, o anche brutti a scelta. Magari organizzare gite e simili verso le località più o meno note della zona, come Vobarno, Lonate Ceppino oppure Virgilio. Magari domani mattina mi sveglio e mi accorgo che è stato tutto un sogno, o più realisticamente dovrò pedalare fino a quel loco amoeno e rimanervi fino a notte inoltrata... Per poi poter ritornare a immaginare chissà quali viaggi...

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