giovedì, aprile 05, 2007

Ma dai

che finalmente lo ho visto, ormai quahce giorno fa, ma lo ho visto finalmente. Proprio quel Cannibal Holocaust che può vantare l'apparizione di un giovane Luca Barbareschi come attore. Pensate che addirittura si espone in un nudo frontale integrale! Udite udite! In realtà non me ne può fregare di meno del pisello di Barbareschi, piuttosto lo stesso è impegnato in una delle tante scene che vengono criticate in film di questo filone, i cannibal movie, ovvero l'uccisione di un maialino. Si vede lo stesso Luca che pistola alla mano spara un colpo alla bestiola che rimane secca. Ecco, non aveva coontrofigure, il maiale intendo. Ucciso nel film, ucciso nella realtà. Oltre a questo animale ci lasceranno le penne una tartaruga gigante, un topo e forse nessun'altro animale. Tutti verranno poi usati come cibo dalla troupe, composta sia da italiani che da indigeni, questi ultimi avvezzi a cibarsi anche di animali che non non metteremmo mai tra i denti. Violenza sugli animali? In parte non si può assolutamente discordare. Si consideri che sono stati usati realmente come cibo per la troupe. Ucciderli davanti ad una cinepresa è stato cruento, in parte terribile, ma la violenza effettiva effettuata nei loro confronti non va di molto oltre all'averli considrati come cibo. La violenza srebbe stata quella di voler riprendere quello che succede quotidianamente forse. Ma senza dilungarmi molto, bisogna sottolineare che quella della violenza sugli animali è una caratteristica dei cannibla movie di cui Cannibal Holocaust fa parte. La violenza del resto è tratto comune a tutto il film. Violenza fisica e morale. Scene di stupro, vilenza di entrmabi le tipologie ai massimi esponenti. Sfruttamento morale dei bianchi cineasti nei confronti delle tribù indigene. Questi ultimi vengono rappresentati come dei primitivi, coi loro riti e le loro abitudini. Tra cui il cannibalismo, di cui si possono vedere diverse scene. Ma al loro cannibalismo primitivo si contrappongono i cineasti che sono giunti nella foresta per girare un documentario su di loro, e fanno di tutto pur di girare, e quindi vendere, scene anche truci e truculente. Ad un certo punto raccolgono a forza gli abitanti di un villaggio all'interno di una capanna, cui danno fuoco senza scrupoli, il tutto per simulare un'ipotetico attacco da aprte di tribù vicine... Non disdegnano a foerire un'altro indigeno per poterlo seguire più semplicemente... Nel "tempo libero" stuprano donne... Fino a quando una tribù di indigeni non li farà letteralmente a pezzi. Ovviamente non ritornano e viene organizzata una spedizione per ricercarli. L'inizio del film è proprio questo: la loro ricerca. Una scena importantissima si trova proprio all'inizio del film e da quella che dovrebbe esser la lettura del film: Un cronista parla della scomparsa della troupe, e inizia a parlare delle tribù amzzoniche in termini decisamente bassi, alivello di insulti, parlando del progresso che invece noi abbiamo etcetcetc. A parole traccerà un'immagine decisamente negativa delle tribù, ma sullo sfondo passano immagini metropolitane, e viene già il dubbio di chi stia parlando male realmente... Tanto che l'ultima battuta del film sarà "mi chiedo chi siano i veri cannibali". Sarà detta dall'antropologo che partirà alla ricerca di Barbareschi e compgnia. Con lui si assisterà alla prima scena di canniblaismo del film, ma grazie alle guide locali si inizieranno anche a conoscere le abitudini degli indigeni. Scoprire come il primo pranzo cannibale non fosse stato fatto per abitudine alimentare ma quanto fosse quasi un rito magico. Più avanti lo stesso antropologo capirà le abitudini di altri e riuscirà nell'intento di ricuperare le pellicole girate dalla troupe. Al ritorno le visionerà e dovrà confrontarsi con la nota televisione BBC, che per risparmiare costi e guadagnare vuole madare a tutti i costi in onda le immagini girate dalla troupe. L'antropologo si opporrà, a causa delle violenze perpretate dallo staff e delle violenze in generale. La televisione insiste, deve guadagnare a tutti i costi e l'unica maniera per convincerli a non mandarle in onda sarà fargliele vedere, e tramite loro farle vedere a noi. Non ne sarebbe uscito un documentario, ma solo violenza gratuita. Nulla di positivo. Anche ad un montaggio censurante, si sarebbe dovuto nascondere come sarebbero andate veramente le cose. E nella visone di queste immagini si ha la sostanziale seconda parte del film... la parte effettivamente che colpisce di più... Oltre alla succitate scene, si vedrà la famosa donna impalata (scena che poi nel complesso non sarà così pesante rispetto ad altre), lo stupro, l'uccisione di una donna incinta e del suo feto, fino all'uccione e al massacro della troupe col cameraman che girerà fino all'ultimo, anzi la telecamera rimane accesa fin dopo la sua morte, il tutto su incitamento del capo troupe che con le sue ultime parlo urla di continuare a girare. Il tutto con una tecnica di ripresa quasi amatoriale, rendendo le immagini spesso e volentieri mosee, confusionarie, con luci "sballate" rendendo il tutto ancora più moviemntato ed angosciante...
Ruggero Deoadato non lo vuole definire un film dell'orrore, non era un suo intento girare un film del genere. Voleva fare un film in cui criticava un certo tipo di società ed atteggiamenti. Lo ha fatto sicuramente. Con pugni nello stomaco. La pellicola fu decisamente censurata. In Italia uscì ufficialmete dopo quattro anni. Nell'ottanta durò un giorno solo nelle sale, dopodiché fu levato, e lDeodato condannato pe via del film. Riuscì a scagionarsi in seguito... Ma rischiò di finire ingalera seriamente...
Da sottolineare la bellissima colonna sonora di Riz Ortolani, che interviene in maniera eclatante ad ammorbidire alcune scene e in molti casi ad aumentare il contrasto delle scene. Da ascoltare attentamente.
Ci sarebbero molte altre curiosità da raccontare, ma l'elenco si farebbe lungo. Ma almeno sottolineare che il film durò oltre la pellicola. I personaggi che interpretavano la troupe finito di girare il film, dovettero scomparire dalle scene per due anni, per far credere che veramente fossero deceduti nelle riprese. Non so in quanti ci avessero creduto, di certo pare che Deodato li abbia dovuti convocare al processo per far vedere che anche la loro scomparsa faceva parte della finzione...

Mi raccomando da vedere, ma ricordarsi della sua crudità.

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