martedì, marzo 13, 2007

Lo ammetto

con tute le mie forze, è proprio vero. Sìsì, lo sto facendo proprio per quel motivo che in molti non riuscirebbero ad ammettere, o preferirebbero nasconderlo; in definitiva ho fatto anche io così, e forse faccio un po' di outing... Già mi accadde ai tempi di Excel Saga, la serie d'animazione demenziale. La seguii tutta, mi comprei pure tutte le videocassette in maniera da potermela rigustare in toto più è più volte... Come lepisodio "La melodia del sottopassaggio", ovvero la versione horror della serie con improbabile Pucchu alieno adorato da tanti altri simili; o la "Pedro Selection" in cui il personaggo secondario Pedro appunto finalmente si può godere 'attenzione di un episodio a lui interamente dedicato, il tutto in barba ad una sorta di continuity... Ma non era questo che si cercava guardandolo... bensì una comicità assurda, senza senso, irreale e fuori di zucca. Personaggi improbabili la cui arma segreta è la tenerezza; protettori dei cittadini che si muovono i più persone su una sola moto con nome da nave; astronavi aliene che portano sulla terra invasori e contemporaneamente la spalla della protagonista... e così dicendo... Insomma la serie mi piaque proprio. E poi cosa successe di tanto clamoroso? A dir il vero nulla di particoalare: inizia a sguirne anche la serie manga. Abbastanza normale direi. I punti focali però sarebbero due in definitiva: 1- in Giappone come accade di norma esce prima il manga, e in seguito l'anime; qui molto spesso succede il contrrario, come in questo caso, invertendo l'approccio tra le due versioni. 2- Ho continuato a seguire la serie cartacea un po' sull'onda e non tanto per il valore in se della serie. Purtroppo avendo visto prima la serie animata quella cartacea sembrava troppo statica, ferma... L'effetto sorpresa che si aveva sullo schermo risulta più difficile da vedre ed ottenere. Molteplici le differenze anche a livello di ersonaggi e di plot narrativo, fino al punto che personaggi quasi fondamentali per l'animazione sulla carta non esistono proprio. Comunque per forza di volontà ho continuato a seguirla, ma forse erroneamente, visto che il mio interessa non era poi così alto. Qualcosa di simile mi accadde per "Dr. Slump e Arale" anche se in maniera molto più limitata, sia per i pochi episodi televisivi che avevo visto, sia per gli albi cheeffettivamente mi ero procurato, cinque ristampe in totale. Ora la cosa si sta ripetendo nuovamente per un'altro titolo in particolare: "Old Boy". Ovviamente per quanto riguarda la versione cinematografica si parla del film di Park Chan-wook (coreano...), mentre per la versione manga si parla del lavoro di Tsuchiya Garon e Minegishi Nobuaki. Ovviamente parto da fan della versione cinematografica. Film che adoro, film stupendo, con scene da immortalare e massime bellissime. Ma ora non sono qui per osannarlo. Solo per dire che ormai siamo giunti alla quarta uscita della serie manga anche qui in Italia, se non sbaglio su otto previste. A lettura ancora in corso non me la sento di esprimere ancora molte idee. Le uascite sono piuttosto rade, tali da non permettere una lettura continua tanto da poterne avere un'idea glibale. Il disegno è abbastanza interessante, i profili hanno dei tagli interessanti, alcuni fondali e le relative onomatopee riescono a rdendere bene le atmosfere. Gioca molto sul non detto, sui pensieri del protagonista, Goto, su flashback. Alle volte nel voler creare l'atmosfera sembra andare a rilento, ma nel complesso la narrazione sembra esser abbastanza equilibrata. In alcuni punti, sopratutto alla fine degli albi c'è un buon taglio narrativo, tale da portarti a voler leggere subito il seguito. E fin qui nulla di particolare ho detto. Però una cosa va detta: il film non è la trasposizione del fumetto. Park prese la storia del manga per fare un suo film, non bisognerebbe guardarlo come "semplice" adattamento della versione cartacea, come accadde con "Sin City" di Miller, in cui si poteva vedere il film e il fumetto contemporaneamente. In questo caso pare sia stato abbastanza fedele alla trama nel suo insieme, ma non credo siano mimamente paragonabili, in quanto al regista non interessava fare un film del manga, ma un film sulla vendetta, prendendo come trama quella storia. Leggere il manga anche per vedre come si possa utilizzare una storia, interpretandola ai fini del proprio film. Questo è un aspetto che andrebbe approfondito. Ma va là che magari continuo a leggerlo.

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