giovedì, novembre 02, 2006

Guarda

e mangia. Oppure mangia e guarda, che poi tanto è lo stesso.

Eh sì, come dire... Cosa c'è di meglio che gauardare un film mentre si mangia? Magari guardarne due, e contemporaneamente, ma bisognerebbe avere almeno due televisioni, e non è il mio caso. Oppure guardare qualcosa di appropriato a quello che si sta facendo, nel caso specifico se non lo si fosse capito si starebbe mangiando. Non ad esempio correndo sui rollerblade con una ruota in meno. E cosa si potrebbe guardare in questo caso? Magari "il Pranzo di Babette", che sarebbe pienamente IT. Ma magari ti ci passa la fame con tutto qul ben di dio che ti scorre sotto gli occhi. Allora magari "Pomodori verdi fritti alla fermata del treno", che magari però i pomodori verdi non sono abbastanza e ti rimane la fame. Quindi si potrebbe pensare anche al dopo cena, un dolce? Ma si ma dai un "Chocolat" ce potrebbe stare... Ma poi a vedere quelle squisitezze aumenti di 3 chili buoni al solo pensiero. Quindi che fare? Grande tragedia la decisione... Intanto però bisogna preparare, e allora sotto ai fornelli, sottosopra la cucina... Una bella storia questa cucina movalà! Ed ecco allora perché non un "Racconti di cucina", meglio conosciuto come "Kitchen Stories"? Che poi ormai ho magiato e forse è meglio così. Si può meglio goder la visione. Due persone e un seggiolone sarebbe potuto essere il sottotitolo. Oppure due persone, il seggiolone e il buco nel soffitto. Chi guarda chi? Lo svedese osservatore di guerra anche in tempo di pace, o il norvegese campagnolo? Come si può pretendere di osservare una persona nel suo quotidiano senza interferirne le abitudini? E sopratutto pretendendo un'assenza di socializzzazione che invece il rapporto umano vorrebbe, anzi necessita? Infatti basta poco, un oggetto che cade una volta e un saliere un'altra che si crea l'occasione, il bisbiglio, il caffè e la frittata è fatta. Ma quale frittata poi? Certo l'esperimento va a pallino, ma a vantaggio di qualcosa di ben più importante. Certo, la ricerca finalizzata all'ottimizzazione della cucina per i single norvegesi subirà rallentamenti. Che peccato... Anzi, machissene... Due persone iniziano a confrontarsi, lo svedese ed il norvegese. I paesi confinanti, le lingue simili, ma idee differenti. Esistono dei rancori tipici del vicinato. Ma al confronto non potranno che apparire vani. Pure allora, quando la Svezia aveva la guida sulla sinistra. Non ci son santi che tengano. L'amicizia era nata. Poetico. Surreale quel seggiolone. Surreale appare anche la ricerca in se. Forse anche la storia. Ma mi piace ripetermi: Poetico. Trama semplice, ritmo molto pacato (siamo anche nell'inverno norvegese), poche scenografie e location. Principalmente la casa del norvegese. Tutto lì. Semplicemente lì. E in alcuni casi ci si commuove. L'amicizia e la gelosia. Ma si risolve poiché la prima ha più forza. Non c'è niente da fare... Non son riuscito che a farmi coinvolgere e me ne vanto pure. Me lo avevano consigliato e passo il testimone. Ottimo da vedere d'inverno, situazione nella quale credo renderebbe ancor più. Ovviamente a casa propria in una serata tranquilla. Non c'è da ridere. C'è solo da lasciarsi trasportare e il gioco è fatto. Se poi proprio ci si fissa sul voler ancora mangiare qualcosa, beh ecco, ci sono anche delle ricette che vengono proposte. Sia salate che dolci, così tutti vengono accontentati. Propio non c'è maniera di rimanerne scontenti. Magari la prossima volta saprò cosa fare a cena, o a merenda o in altri momenti, magari riguardando il film.

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