domenica, ottobre 15, 2006

Inutile negarlo

Ci ho messo tanto tempo.

Ma alla fine sono riuscito nell'impresa. Quale? Quella di riuscire a finire di leggere "MIcrocosmi" di Claudio Magris. Davvero un'impresa. Ora un'onda di semi tristezza mi coglie. Quel libro, come già detto, mi ha accompagnato per innumerevoli chilometri, da Venezia a Milano, andando un po' più a sud. E' stato nella borsa che mi porto sempre appresso assieme a me quasi ovunque andassi, nella speranza di poterne leggere anche soltanto qualche pagina. Magari non vi riuscivo. Ma era con me. Lo sentivo pesare nell'apposito vano dove trovava sempre il suo spazio. E' diventato anche contenitore di fogli volanti per appunti momentanei. Anche appoggio per scritture altrettanto istantanee. E' stato lo svago nelle pause pranzo. E' stato qualcuno, o meglio qualcosa, che ha condiviso ciò che ho fatto. Una sorta di compare di viaggio. Forse sfogliandolo nuovamente potrei collegare le sue singole pagine ad eventi che ho vissuto. Ma ora ho finito di leggerlo... Se si potesse immaginare un ipotetico rapporto con un libro, ecco, ora forse sarebbe finito.... Ma nulla negherebbe di potersi reincontrare, fare due chiacchere ricordando ciò che è passato, che può esser comunque utile per un futuro...
E pensare che l'autore lo avevo conosciuto in primis come critico letterario in campo pangermanistico, in particolare per quegli autori scandinavi che allora seguivo anche in campo accademico. Poi col tempo reincontrarlo anche come narratore, romanziere. Mantiene sempre una struttura narrativa particolare, non semplice, in cui riesce a fare divagazioni partendo anche semplicemente da unnome ma senza perdere il filo del discorso e senza esser pesante. Certo, non mi parve di semplice lettura, dovetti abituarmi allo stile, al suo turbinio di riferimenti reali e termini non sempre comuni. Ma almeno in questo caso e riuscito a crearmi anche curiosità, la voglia di poter vedere certi luoghi, di informarmi su alcuni personaggi altrimenti a me sconosciuti. Potrebbe essere anche un'ottima guida "turistica", ripercorrere i luoghi di cui parla, seguendo i vari riferimenti locali e storici, riuscendo a vedere le zone anche con un'occhio diverso e più incline alla cultura locale e generale. Soltanto a Trieste, per esempio, riuscire ad andare al caffé di cui parlava o a giardini pubblici osservando le varie statue o particolari di cui parlava o le persone che lo frequentano. Magari ritrovare anche qualcuno di cui parlava direttamente... Sarebbe davvero curioso... Ma ora deve ritornare sullo scaffale... Nell' "ordine" quotidiano... Ma due belle chiacchere ce le rifaremo...

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