domenica, ottobre 08, 2006

C@##i e

m@##i.

Infine si decise il programmino a far partire una volta per tutte il fantomatico disco dei Gogol Bordello, da tanto agoniati e sentiti per radio. Le prime volte che li sentii pensavo di esser uno dei mistici pochi appartenenti ad una setta segretissima sconosciuta pure a me stesso che avessero il grande privilegio di poter conoscere cotanta beltà. Poi nel momento in cui mi son rivolto alla vile plebaglia che si aggira per la grande rete, molto simile ad un grande fratello in versione autarchica in cui si fa finta di decider noi quello che si vuole ma bisogna esser sempre rispettosi di determinati standard altrimenti si è tagliati fuori e invece tutti si vuole esser qualcuno, ho scoperto che in diverse persone li conoscevano. Del resto direi un bene. Quantomeno semplicemente perché mi piacciono. Inutile far chissà quali apologie del tipo che la formazione base è composta da diverse persone ( e fin qui nulla di strano direi); ma provenienti da diversi paesi dell'est europeo. E questo può esser interessante. Ed è questo che porta i suoi frutti. Da più giovincello fui grande appasionato di quei Pogues Mahone del Shane McGowen che riuscii anche a vedere in concerto. E loro nel loro folkeggiare sembrano portare avanti il discorso. Mi ci piace la cosa. Ovviamente interpretano secondo le loro esperienze, le loro origini, portando così elementi di curiosità. Sembra di poter trovare una sorta di linea comune tra le varie tipologie di folk, almeno in una interpretazione del genere a livello "giovanile", quindi con una sorta di ammodernamento creando una sorta di frappe' musicale col gusto decisamente interessante e che non risulta pesante. Ma intanto continuo ad ascoltarli. Nel metre che cerco info su quell'argentino di Carlos Trillo che continua a scrivere sceneggiature, continua a tirar fuori capolavori. Sa scegliere chi gli deve stare affianco a secondo del caso, ed ecco uscire la miniserie "Borderline", sclerante pesante futuribile..., affianco ad un "Spaghetti Bros", decisamente diverso e da alcuni punti di vista più pacato, passando per "Chiara di notte" su cui si è "esercitato" sia in tavole autoconclusive che in storie più lunghe alternando bianco e nero ai colori... Un personaggio versatile, anche tanto, da cui ci si può e ci si deve aspettare comunque qualcosa che abbia valore anche e sopratutto al di là del semplice intrattenimento... Ma vallo a scoprire tutto... Personalmente continuo...

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