lunedì, settembre 18, 2006

Dicono


... tante cose. Non si può negare.
Comunque abitudine comune delle ferie di molte e molte persone è quella di inviare cartoline, capita proprio a tutti volenti o nolenti. Anche quella quissopra potrebbe sembrarlo. Anche se sarebbe molto meglio considerarla una foto ricordo. Di un bel film. Ho avuto la fortuna di vederlo in sala cinematografica e ne è valsa davvero la "pena", che poi in realtà è stato proprio un piacere. La Joint Security Area, da cui il titolo del film, quella zona di confine tra le due coree, un piccolo lembo di terra a molti occidentali sconosciuto ma un fossato, quasi un muro di Berlino in Asia. Un muro mai crollato del tutto, ma che sembra voler cedere in questo film. Soldati di guardia al confine in paesi non in guerra tra loro. I giorni che passsano, la noia forse? e un giorno scatta qualcosa. Un messaggio scritto varca il confine. Ed ottiene risposta. Si infittiscono i rapporti, diventano contatti. Ma come l'incipit del film ci mostra non tutto andrà per il meglio.Viene aperta un'indagine sulla morte di alcuni soldati nella JSA, si cerca di ricostruire il filo degli eventi, da cosa siano partiti, cos'è successo di preciso? Solo le persone persone che hanno vissuto in diretta lo sanno, e riscontreranno grosse difficoltà a dover rientrare nella vita quotidiana, in cui il muro è forse ancor più presente... Un film decisamente drammatico e coinvolgente, molti gli spunti su cui ragionare, in una trama che riesce a tenere attenti e contornata da una bella fotografia. Non mancano come molto spesso nei film coreani degli spunti comici, che riescono a portare al sorriso, allentando in alcuni omenti la tensione, ma forse in questa maniera rendendo ancor più impegnativo il contesto...

Non so cosa ho scritto, davvero. Ma confermo tutto. Che sia un bel film si capisce no? Daidaidai. Ora mi bevo un'altra tazza di caffè e saluto.

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